L’apertura | Termini
Pratica orientata alla percezione. Una forma di pratica musicale in cui la percezione, e non la tecnica o la teoria, è il punto di partenza. L’ascolto del praticante, il suo orientamento nel suono e la sua capacità di decisione in tempo reale si trattano come le facoltà primarie da sviluppare; l’abilità motoria e la comprensione formale emergono come loro conseguenza.
Il Core Code. Una o più altezze reiterate con costanza per tutta una sessione di pratica, che funzionano come àncora percettiva e come riferimento strutturale per l’insieme. Una sola altezza può servire al praticante principiante, due o più all’avanzato. Si ritorna al Core Code non per un computo metrico, ma ogni volta che la sua presenza cessa di essere percettivamente attiva nello spazio. Opera come un orizzonte uditivo continuo: ogni altezza prodotta nella pratica si ascolta, e acquista senso, in relazione a esso.
Il Field. Un insieme delimitato di altezze e regioni strumentali da cui si produce materiale tra le ricorrenze del Core Code. Ciascun Field costituisce un ambiente percettivo distinto, definito dalla propria densità e dal proprio carattere intervallico, e offre i propri inviti all’interazione. I Field possono essere ampi o stretti; la riduzione interna di un Field reintroduce gradi controllati di limitazione, consentendo al praticante di modulare la complessità in modo graduale.
Il Return Principle. La regola che governa la pratica: la partenza dall’àncora è sempre risolta dal ritorno a essa. Il ritorno è suscitato unicamente dall’ascolto: avviene quando la presenza dell’àncora è svanita dall’attività percettiva, non quando lo detta un computo o una stanghetta di battuta. In questo modo la forma sorge dall’attenzione stessa, e la pratica acquista la sua figura essenziale di distanza, partenza e ritorno.
Meaningful Interaction. Il primo conseguimento che il sistema persegue: l’ascolto attento, l’orientamento percettivo e lo sviluppo graduale dell’agenzialità entro un quadro chiaramente definito. Ciò che emerge dalla pratica è meno un oggetto estetico compiuto che una relazione incarnata con il suono e lo strumento, formata mediante l’impegno sostenuto, la ripetizione e la presa di decisioni guidata dalla percezione.